Locale finanziato con il microcredito 5 stelle chiude dopo un mese: ecco dove finiscono i vostri soldi

Dopo la smentita di Bufale.net e quotidiani locali, la famosa rosticceria finanziata con soldi pubblici ha chiuso i battenti dopo appena un mese. E il Movimento della trasparenza tace…

Oggi il Movimento 5 Stelle ha dato aria alle sue idee: Di Maio ha affermato che esistono lobby dei malati di cancro; la neoeletta sindaco di Torino Appendino ha confermato che intende ridurre le onde wifi non necessarie perchè danneggiano la salute.

Queste barzellette ci costano migliaia di euro al mese. Fortunatamente i 5 stelle decurtano parte del loro stipendio per finanziare startup con il microcredito. E non lo fanno con i criteri di una banca. Vediamo i risultati.

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La Rostipub da Giuggi, inaugurata proprio con DiMaio e massicciamente pubblicizzata su tv e giornali grazie alla presenza di un partito politico, è riuscita a chiudere dopo un mese di attività. Una notizia allucinante da far storcere il naso a parecchi. E non sono mancate le critiche. BassanoNet.it, quotidiano locale di Bassano del Grappa, fu uno dei primi a occuparsi di questo strano episodio. Come è possibile chiudere i battenti dopo 30 giorni dall’apertura, sotto le feste? Immediata la risposta dei gestori dalla loro pagina Facebook, ora sparita:

rosticceria

Buongiorno a tutti! Vi scriviamo in merito alla notizia falsa scritta da giornali locali, vi informo che siamo vivi e vegeti! Non abbiamo fallito com’è stato scritto, siamo chiusi per un problema tecnico che pensavamo potesse risolversi in minor tempo. Se non dovessimo risolvere a breve questi problemi tecnici, valuteremo un trasferimento. Abbiamo aspettato a dare una risposta più sicura perché ovviamente abbiamo valutato bene la situazione. Grazie a tutti per esservi preoccuparti!

I problemi tecnici citati non sono mai stati resi noti. Si vociferano liti con vicini o ambienti poco frequentati. Con quale criterio Beppe Grillo finanzia a fondo perduto queste “startup”?

Bufale.net, che bollò come disinformazione la vicenda, non ha osato affermare il peggio: un’attività culinaria non può chiudere dopo un mese. E’ un insulto a chi tira a campare ogni giorno. E ha usato motivazioni troppo scricchiolanti: si è fidato della parola dei proprietari. Qualunque persona che lavora in un’azienda in crisi, sa che la prima cosa che impari a fare è mentire per prendere tempo. Però se a inizio anno le dichiarazioni dei gestori potevano riempire lo stomaco, ora sappiamo che hanno mentito. Ma dietro al microcredito non c’è una agenzia di recupero crediti, una finanziaria o una banca. Queste cose altrimenti non sarebbero successe.

Proprio dalla loro Pagina Facebook hanno “annunciato” via commento:

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E che fine hanno fatto i proprietari Francesco Livieri e Laura Brunone?

Dai loro profili Facebook, non appare questa breve esperienza dalle info lavorative. Laura ora è Clerk di Mediacom, mentre Francesco sfoggia un bel “Mercatone Uno merda” tra le sue informazioni personali. Questo la dice lunga sulle sue capacità diplomatiche nel risolvere i problemi con il vicinato. Chissà come sarà contenta l’amministrazione di Mercatone Uno quando gli farò sapere. Questi sono nostri soldi. O meglio erano. Nessuno sa che fine hanno fatto.

francesco livieri mercatone uno merda

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